Varie ed eventuali per accontentarLa. :-)
cento | 14 Gennaio, 2008 10:57
LUNEDì 14 ORE 13 vecchio dipartimento di Fisica
Pranzo sociale anticlericale - Porchetta e vino a volontà!!!
LUNEDì 14 ORE 14 in AULA CONVERSI vecchio dipart. di FISICA
Proiezione del film "LA VITA DI GALILEO"
Interviene il prof. ANDREA FROVA autore del libro "PAROLA DI GALILEO"
MARTEDì 15 ORE 13 dipartimento di GEOLOGIA
Pranzo sociale anticlericale
MARTEDì 15 ORE 15 dipartimento di MATEMATICA
Proiezione video "LA LEGGE 40 E I SUOI INGANNI"
Interviene il regista BENIAMINO CAPUTO
MERCOLEDì 16 ORE 13 aula CONVERSI vecchio edif. di FISICA
ASSEMBLEA degli studenti verso la contestazione del 17...
Interverranno i DOCENTI DI FISICA firmatari dell'appello contro la venuta del Papa alla Sapienza
MERCOLEDì 16 ORE 16 aula 11 edif. di GEOLOGIA
Dibattito su "EVOLUZIONISMO E CREAZIONISMO"
Intervengono:
Prof. Umberto Nicosia
Prof. Johannes Pignatti
Prof. Mauro Cristaldi
GIOVEDì 17: PAPA RATZINGER, MUSSI E VELTRONI OSPITI INDESIDERATI!
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La razionalità al potere
cento | 13 Gennaio, 2008 14:25
Il silenzio rende? Sono più di 13 giorni che prosegue lo sciopero del silenzio indetto dalle mie corde vocali. Nessuna parola, nessun suono, niente. La parte più difficile è dovermi giustificare con la gente. Qualcuno parla di motivi assurdi, altri credono alla versione medica e non fanno domande, c'è chi invece pensa ad un mio bluf. La realtà non esiste.
Probabilmente è solo necessaria per giustificarmi. Stare in silenzio non significa non poter comunicare: esistono i gesti, esistono i fogliettini. È necessario, per non urlare in preda a crisi isteriche, imparare pian piano a riassumere, a dire solo le cose strettamente necessarie tralasciando tutte le stupide/superficiali/ovvie considerazioni che generalmente vengono fatte su ogni cosa. Ti puoi divertire anche tanto, non parlando. Perchè lasci al buon intenditor il senso del tuo pensiero, creando con lui una certa affinità comunicativa spesso troppo sottovalutata se immersa nel fiume di parole superflue con cui siamo abituati a convivere. Un altro elemento che mi ha molto colpito è che pochi sanno o vogliono comunicare col proprio corpo. Non parlando, sono stato costretto ad osservare molto meglio tutti quelli aspetti fisici che caratterizzano una comunicazione tra due persone, e devo dire che ne sono rimasto un po deluso. Chi comunica col corpo, con il sorriso, con i gesti, con tutto se stesso, diviene automaticamente catalizzatore della altrui attenzione, ed il silenzio aiuta proprio questo processo di lettura, che non viene quindi nascosto dal proprio ego protagonista. Anche l'imbarazzo, spesso, si nota nel proprio interlocutore. Quello di non capirti, di non poterti rispondere a tono, di sentirsi obbligati a mantenere la discussione poichè l'altro non può che ascoltare e rispondere in modo sibillino. Per non parlare degli sconosciuti. Il negoziante, la persona sul tram, l'impiegata delle poste. Sono in difficoltà. Molta gente si lamenta del fatto che le persone non sanno ascoltare. Siamo così abituati a questo concetto che se ci troviamo di fronte una persona che necessariamente ascolta, e anche con molta attenzione, siamo completamente a disagio.
L' onere della comunicazione ha un peso enorme, probabilmente, e questo non ci lascia riposare ascoltando l'altro. Ovviamente anche di aspetti positivi ce ne son tanti. Prima cosa, sto scoprendo quante cazzate dico continuamente. Lo scopro perchè percepisco proprio un senso di "vuoto da cazzata" mentre sto con la gente. Battute sciocche, interventi inopportuni, frasi a doppio senso, sono cose che vedo scorrere continuamente davanti ai miei occhi come titoli di testa di un film la cui trama va ancora definita. E ovviamente non le dico. Ultima nota da sottolineare è la bellezza delle persone. Rimani li, mentre magari loro parlano, e riesci ad osservarli oltre che ascoltarli, e scopri che la gente è bella. Nel senso fisico del termine. Tutti i lineamenti, le irregolarità, le espressioni. Noti fossette sulle guance, sopracciglia alzate, colore degli occhi, mento, movimento della bocca, risate. Noti tutto. Ed è tutto fantastico, incredibilmente bello. La gente è bellissima. Non è una sensazione immediata, purtroppo. Anche volendolo spiegare in questo momento mi è difficile poter trovare parole che rendano giustizia a questo pensiero. Per questo rimando il discorso ad un post dedicato. Magari per il futuro.
cento | 12 Gennaio, 2008 15:48
In riferimento a La vergogna di una societa, per una serie di sputi di discussione. Soprattutto per il collettivo.
Ho letto il pezzo. La battaglia per il diritto alla casa è fondamentale e io la inquadrerei nella lotta per tutti i diritti fondamentali della persona, che si riassumono nel diritto ad una vita almeno decente. Senza casa, senza mezzi per sfamarsi, curarsi, vestirsi, spostarsi, informarsi, comunicare, divertirsi, eccetera la vita non è decente. Si tratta di diritti fondamentali che possono essere difesi da diversi punti di vista. Incazzarsi, come fa l'autore, è giusto. Ma si devono anche capire i meccanismi da cui tutto questo discende. E questi meccanismi non sono altro che i meccanismi di funzionamento del capitalismo. Prendersela col proprietario di una casa che, vuole tirarne il massimo profiitto non serve a niente, così come, secondo me non serve a niente combattere lo sfruttamento del lavoro o i problemi ambientali accusando di inumanità le imprese capitalistiche, che su queste sofferenze si arricchiscono. Questo è il capitalismo. E, allora, attacchiamo il problema al suo cuore, senza ipocrisie. Dopodiché condivido l'importanza di portare avanti tutte le battaglie puntuali che è possibile condurre con i rapporti di forza esistenti. E sul diritto alla casa io credo che sia possibile costruire un fronte ampio, che includa sia i critici del capitalismo, che i critici delle distorsioni morali del capitalismo. E in questo quadro, io credo che, proprio attraverso la lotta, sia possibile precisare meglio gli obiettivi, senza limitarsi all'obiettivo puntuale (la casa), ma rimettendo in discussione la logica intera del sistema (di cui il problema della casa è una conseguenza).
Email di:
G.P.
Autore del libro "Il mito del mercato globale - Critica delle teorie neoliberiste"
edizione Manifestolibri
cento | 11 Gennaio, 2008 16:05
Esci dal supermercato con il tuo bel carrello pieno all'inverosimile di lattine di olio di semi. Ti avvicini ad un'auto parcheggiata poco piu avanti, stappi la prima, e la versi nel serbatoio. A quella fai seguire anche le altre, notando le facce dei passanti. Qualcuno si allontana per non essere complice di quel cattivo scherzo che ti a presti a fare. I più giovani rimangono li ad osservarti sogghignando e aspettando che arrivi il proprietario. Un signore anziano prende coraggio e si avvicina, chiedendoti se quello scherzo non fosse troppo pesante, poichè l'auto sarebbe stata da buttare. Tu lo guardi, sorridi, ti asciughi le mani unte e chiudi il bocchettone del serbatoio. Poi ti tiri su i capelli e gli dici che stai solo facendo il pieno. E sorridi di nuovo. Ti guardi intorno: la folla è aumentanta sensibilmente. A quel punto entri in auto. La tua auto. Giri il motore, un paio di accelerate a folle, e schizzi via tra gli occhi stupiti di tutta quella gente che pensava fossi solo un amico bastardo di qualche povero automobilista. Pietrificati.
Quando Rudolf Diesel più di cento anni fà invento i motori diesel, questi funzionavano ad alcool, così come le prime automobili. Il petrolio è stato scoperto oltre 20 anni dopo l’invenzione del motore diesel. E pochi sanno che questi fantastici motori vanno ad olio. E anche bene! Risparmi, e l'inquinamento risulta ridotto. Non mi soffermo sulle caratteristiche tecniche del motore e del perchè possa andare tranquillamente ad olio di semi.
Per queste informazioni basta girare un po su internet. Mi limito a dire che la cosa è possibile, è fattibile, è auspicabile. E vaffanculo alla benzina :)
Ho letto in giro per internet anche delle interviste a meccanici che lo usano spesso. Non so quanto siano veritiere queste interviste. Sono della vecchia scuola "non vedo non credo", rimane il fatto che le mie ricerche tecniche hanno dato buoni brutti. E poi la cosa funziona, quello è l'importante.
Fossi un azionista, investirei in oli. Più che altro, mi pare il più veloce sostituto di benzina in caso di una improvvisa mancanza. Non penso a lungo termine, ma se le cose dovessero improvvisamente precipitare... È più economica una lattina di olio che una nuova auto ecologica con due pale eoliche come antenne della radio!
PS: dimenticavo, tutta la storia sui biodiesel (compresa questa dell' olio), insieme all'idrogeno, che si sente in giro... è solo una favola che si racconta per far stare buoni gli ecologisti. Non basterebbero per il fabbisogno mondiale. Magari la prossima volta approfondisco ;)
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