cento

Varie ed eventuali per accontentarLa. :-)

Universo con mela

cento | 18 Gennaio, 2008 11:32

 

"Tra realtà e fantasia. Guida all'approccio cinematografico della vita fatto dalle donne." Avrei dovuto chiamarlo così questo post, ed è quello che mi è venuto in mente parlando con l' ennesimo esponente del gentil sesso. Quando parlo dell' approccio cinematografico mi riferisco a quel modo di vivere il presente immaginando una specie di strato aggiuntivo in cui tutto va come vogliono. Su quello strato loro disegnano, cantano, scrivono, pensano. Poi torni alla realtà, lo sfili via, e seppur di pochi millimetri scopri che senza quello strato rimangono solo dei freddi e acidi pezzi di carne. Cattivo? Ovviamente si, e non solo. Adorano sentire belle parole, farsi corteggiare, vedersi costruire attorno un intero universo solo per poterne essere il baricentro

Chiedono tanto, tantissimo, e poi dimenticano che la legge di bilanciamento dell' universo prevede che diano altrettanto. Invece no. Loro posseggono l' origine del mondo sotto l' ombelico e quindi non sentono la necessità di rendere altro ancora, all' entropia generale. E come Ercole manteneva le colonne, noi manteniamo le fondamenta di questa casa evolutiva il cui equilibrio precario è assediato da quel sisma chiamato ego femminile. Barattiamo il nostro senso di completezza con delle regole che risolvono un rompicapo logicamente più facile, e che come le torri di hanoi ci porta ad elaborare un piano geniale per impilare i pezzi della logica femminile come più a loro aggrada. Sotto queste macerie di irrazionalità non ci rimane che salvarci trasformando in monocolore il cubo di Rubrik che ci spinge ogni giorno a trovare, nella donna in questione, il movimento giusto da fare per allineare la tonalità chiamata felicità.


PS: per quei pochi che hanno capito l'immagine dell'universo, un premio in natura. :-)

 

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Il discorso del Papa a La Sapienza censurato dai comunisti

cento | 17 Gennaio, 2008 13:48

Come avevo promesso qui ho ricevuto da fonti molto serie e vicine alla Santa Sede il testo originale dell'intervento che il papa avrebbe dovuto fare all' Inaugurazione dell' Anno Accademico all' Universita La Sapienza di Roma. Purtroppo i soliti comunisti hanno rovinato tutto, privando il mondo intero di parole che toccano il cuore di ogni uomo. 

Innanzitutto un ringraziamento speciale va conferito al Rettore e a tutto il Baronato, non solo per aver permesso la mia presenza qui oggi e per averla edulcorata con un catering di giovani osannanti da cerimonia, ma perché rendono possibili le mie future visite mantenendo una Cappella all'interno di un luogo laico come l'università.

Voglio rivolgermi in primo luogo ai giovani messaggeri di speranza presenti qui oggi, e per loro intercessione a tutte quelle pecorelle smarrite che infettano la società ignare del Giudizio Divino.

Cercherò di non dimenticare nessuno nei miei auguri più cari, che nel complesso mirano ad un futuro capitanato da una lega di Uomini Giusti che sappia ben indirizzare le sorti dell'umanità.

Auguro innanzitutto ogni limitazione possibile alla ricerca scientifica per quanto riguarda tutte le Scienze Fisiche Matematiche e Naturali, da sempre avverse alle nostre convinzioni genuine su creazione, terra piatta, poi universo geocentrico, e quant'altro.

Auguro un bel barbecue in quel di Campo dei Fiori ai Letterati blasfemi, agli studiosi delle nefandezze della Chiesa nei secoli, ai revisionisti che fanno fortuna denunciando censura e torture dell'Inquisizione, Guerra Santa, sterminio dei popoli indigeni americani, collaborazione col fascismo, ecc.

Auguro una professione che non vada oltre i limiti da noi dettati per i Medici e i Chirurghi, che contempli sofferenze per i malati (accanimento terapeutico e rifiuto di terapie anti-dolore), rifiuto aprioristico della procreazione assistita (per le coppie che egoisticamente vogliono figli e non possono averne per esempio) e dell'aborto (che si sa ormai è come un bicchiere d'acqua per le donne senza fede). Ripeto, niente aborto! E men che meno fantomatiche pillole abortive del giorno dopo quando ormai il guaio è fatto. Per una sana obiezione di coscienza rivolgo ancora il mio sincero augurio ai futuri Medici e in ultima istanza ai futuri Farmacisti. A questi rivolgo anche l'appello a impedire la diffusione degli anti-concezionali (anche a costo della propagazione di malattie) per impedire l'affermazione della cultura della gioia effimera e dell'atto dell'amore per-matrimoniale.

Auguro agli psicologi di riuscire a trovare una cura per l'omosessualità, la più grave malattia mentale che affligge l'uomo e lo costringe ad atti impuri contro-natura. Sono sincero quando auspico per loro la riapertura dei manicomi in occasione del prossimo Anno Santo.

Un profilo dimesso è quello che auguro ai futuri Avvocati difensori nei processi contro i preti, che sappiano evitare forme di giustizia terrena (quella vera è divina) che arrechino danni all'immagine della Chiesa cattolica, risolvendo le cause perse con patteggiamenti (le ricchezze non ci mancano) in modo da suscitare il minor clamore possibile, come già da me raccomandato. Auguro ai Giuristi in genere di non stabilire unioni civili, semmai di ratificare il vero matrimonio e la famiglia vera senza più il rischio della possibilità di divorzio che tanto ha degradato la nostra società attuale. Occorre nuovamente far sì che il divorzio sia concesso solo dalla Sacra Rota, rimettendo in moto gli investimenti nel settore degli annullamenti.

Ai Filosofi, e in particolare ai Teologi, voglio augurare di dare un contributo alla pace, alla serenità e alla concordia tra i popoli, un po' come ho fatto nella mia lectio magistralis in quel di Ratisbona.

Auguro agli Economisti di trovare soluzioni per cui tutti paghino più tasse in modo di permettere alla Chiesa ufficiale dello Stato laico italiano di continuare a non pagarne. C'è ancora chi pensa che Dio debba saldare il conto per i suoi possedimenti immobiliari o per le sue attività commerciali o redditizie in genere. E' dal terzo giorno della Creazione che Dio fa il vento, quindi non ci provate.

Mi rivolgo invece agli Architetti quando dico che serve manodopera e dedizione individuale per allargare questo patrimonio. Son sicuro che saprete lavorare sodo come i vostri predecessori, ignari che qualche secolo dopo sfratteremo le famiglie dalle loro case per farne alberghi per i poveri pellegrini americani e giapponesi.

Infine auguro ai futuri personaggi dello spettacolo, anchor-men e comunicatori in genere, un futuro di streaming nei citofoni, negli elettrodomestici e nei corpi degli abitanti di Cesano, sempre dai divini microfoni di Radio Vaticana.

Ai futuri politici faccio un semplice cenno, e loro capiranno dove arrivano i confini del pensiero e dove inizia il recinto dell'obbedienza. Vi auguro di scegliere un'ammiccante collaborazione, che permetta funerali in pompa magna anche in caso di crimini contro l'umanità (vedi Pinochet), piuttosto che un'autonomia per la quale la scomunica è logica conseguenza (come recentemente per quei peccatori dei politici messicani che hanno votato per la legalizzazione dell'aborto).

Agli ingegneri non rivolgo alcun augurio perché spiano nella mia corrispondenza con la Sala Stampa Vaticana. Andiamo, lo so che siete voi.

Se vi unite a noi avrete la nostra tutela.

Non vi conviene rifiutare il nostro generoso invito.

Baciamo le mani.

Ringrazio la mia fonte segreta al Vaticano che ha permesso tramite il mio illuminato blog di rendere partecipe il mondo di parole che quegli sporchi comunisti non vorrebbero mai sentire. 

Il Papa ci ripensa: coerenza

cento | 16 Gennaio, 2008 09:25

Qua giù, qualcuno ci ascolta... 

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(AGI) - CdV, 15 gen. - ''A seguito delle ben note vicende di questi iorni in rapporto alla visita del Santo Padre all'Universita' degli studi 'La Sapienza', che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedi' 17 gennaio, si e' ritenuto opportuno soprassedere all'evento''. Lo ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede, precisando che ''il Santo Padre inviera', tuttavia, il previsto intervento''. (AGI) .
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**************
 
papa
 
Fonti brasiliane (grazie Flavinha) ci informano che la notizia è arrivata anche in SudAmerica
 
In esclusiva, prossimamente, il discorso *CENSURATO* che il papa avrebbe tenuto!! Non cambiate canale! 
 
 

Lettera al prof. Guarini dal gruppo di ricercatori di fisica

cento | 15 Gennaio, 2008 13:50

IL MAGNIFICO RETTORE INVITA IL PAPA ALL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO ALLA SAPIENZA. PROTESTANO MARCELLO CINI E GLI SCIENZIATI DELL’UNIVERSITÀ ROMANA.

In una lettera inviata al Prof. Renato Guarini un gruppo di scienziati, in prevalenza fisici, auspica che in nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto del loro Ateneo, aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, l'incongruo evento possa ancora essere annullato

Roma, 23 Novembre 2007
Al Magnifico Rettore
Prof. Renato Guarini
Sapienza, Università di Roma P.le Aldo Moro, 5 00185 Roma
e p.c. Al Presidente dell'AST, Prof. Guido Martinelli
Al Preside della Facoltà di Scienze MFN Prof. Elvidio Lupia Palmieri
Al Direttore del Dipartimento di Fisica Prof. Giancarlo Ruocco

Magnifico Rettore,
con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza.
Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: «All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto». Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato.
Le porgiamo doverosi saluti,

Gabriella Augusti Tocco, Luciano M. Barone, Carlo Bernardini, Maria Grazia Betti, Enrico Bonatti, Maurizio Bonori, Federico Bordi, Bruno Borgia, Vanda Bouche’, Marco Cacciani, Francesco Calogero, Paolo Calvani, Paolo Camiz, Mario Capizzi, Antonio Capone, Sergio Caprara, Marzio Cassandro, Claudio Castellani, Flippo Cesi, Guido Ciapetti, Giovanni Ciccotti, Guido Corbo’, Carlo Cosmelli, Antonio Degasperis. Francesco De Luca, Francesco De Martini, Giovanni Destro-Bisol, Carlo Di Castro, Carlo Doglioni, Massimo Falcioni, Bernardo Favini, Valeria Ferrari, Fernando Ferroni, Andrea Frova, Marco Grilli, Maria Grazia Ianniello, Egidio Longo, Stefano Lupi, Maurizio Lusignoli, Luciano Maiani, Carlo Mariani, Enzo Marinari, Paola Maselli, Enrico Massaro, Paolo Mataloni, Mario Mattioli, Giovanni Organtini, Paola Paggi, Giorgio Parisi, Gianni Penso, Silvano Petrarca, Giancarlo Poiana, Federico Ricci Tersenghi, Giovanni Rosa, Enzo Scandurra, Massimo Testa, Brunello Tirozzi, Rita Vargiu,
 Miguel A. Virasoro, Angelo Vulpiani, Lucia Zanello.

In questi giorni nelle aule di Ingegneria, soprattutto in quella occupata dal collettivo, infervora la discussione sul da farsi per questi giorni. Ovviamente le idee son tante, il supporto delle masse poche. Soprattutto per la cattiva informazione o per lo storico menefreghismo dell'ingegnere medio (come dargli torto). "Il Papa santo subito... ammazziamolo!" Con questa frase detta per scherzo abbiamo capito che gli italiani  non sono pronti per vedere un papa contestato, non son pronti per dare ragioni alle ragioni della scienza, dei fatti, delle arti. Siamo nel 2008 e il popolo è ancora, se non di piu,  influenzato dalle parole delle singolarità piuttosto che dalle dimostrazioni dei fatti. Il sistema imprime sempre di più una necessità di sicurezza psicologica che si tramuta in masse che seguono singoli uomini (Berlusconi, il Papa, Grillo), allontanando la sensazione comune di problema e di nemico. W il popolo, il popolo vive. Ma non diciamo cazzate.

 

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