cento

Varie ed eventuali per accontentarLa. :-)

Io, l'altro.

cento | 24 Novembre, 2007 23:26

Una cosa che mi stressa fortemente è il pensiero ad albero. Non so se a qualcuno è mai capitato, di pensare ad una cosa, e da quella far diramare mille altre teorie, idee, opinioni, che  a loro volta generano argomenti e pensieri fino a non capire più da dove si è iniziato e soprattutto fino a dimenticare i rami "non sviluppati" di questo albero. Il caso è quello di stasera. Ho visto un film e ho iniziato a pensare al significato di fiducia. Non parlo di quella insulsa parola di cui le donne abusano nei rapporti di amore. Parlo della fiducia per l'altro essere umano. Per il compaesano, per il compagno, per l'amico, per il parente, per il conoscente. Pensando a quanto sia importante questa parola ho iniziato a svarionare, portando la mente a quanto sia utile la fiducia tra amici. Noi non siamo soli. Siamo circondati da tanta gente, e la nostra forza è uguale a quella di tutti. I rapporti interpersonali sono la dimostrazione pratica e palese di quanto il tutto sia maggiore della somma delle parti. Noi singolarmente siamo solo una parte, ma noi con gli altri siamo il tutto, anzi, siamo tutto. La vita suppongo vada affrontata in gruppo. Chi c'è dietro le persone che frequentiamo ogni giorno? Possiamo farne a meno, ovvio. Di tutto possiamo farne a meno. Ma la necessità di combattere le lotte di sempre con i propri amici diventa fondamentale. Io credo ci si dimentichi troppo spesso di quanto valga la gente che ci circonda. Le loro parole, le loro esperienze, il loro modo di vedere la vita. Noi siamo solo un monitor, e loro sono i cavo di rete che ci permettere di raggiungere posti/luoghi/vite di cui non potremmo sapere nulla neanche tra mille anni. Tutti insieme siamo come una grande gigantesca rete, e quando decidiamo di staccare quel maledetto cavo sperando di aver scaricato abbastanza materiale, ci accorgiamo che dobbiamo riconnetterci. Per questo penso sia importante ogni tanto, spesso, sempre, fermarsi e ricominciare a vivere gli altri. A dare loro un pizzico di ciò che loro, volente o nolente, ci danno ogni giorno. Noi cresciamo in modo esponenziale grazie agli amici. Noi siamo loro, e loro sono noi. La fiducia è importante, e anche se dovesse essere rotta.... non importa.  Riceviamo così tanto che nulla può pareggiare il conto.

Siamo egoisti, ipocriti e non vogliamo ammetterlo. Quindi per una volta, una fottuta volta, accettiamolo e cerchiamo di andare dal nostro amico, dal nostro coinquilino, dal nostro conoscente, con un sorriso sul volto.

E abbracciamolo.

Lo merita.

Ma tu sei amico di Bertinotti?

cento | 24 Novembre, 2007 10:44

Un' amica mi ha chiesto questo, leggendo il blog. Perchè? Inizialmente non capivo, ma intuivo. Purtroppo intuivo. L'associazione che ha fatto la mia giovane amica è stata delle più normali oggigiorno: sei di estrema sinistra, quindi sei amico di bertinotti. Ma io sono l'unico a pensare che Bertinotti sia un ex sindacalista di sinistra, e siano tutti gli altri a spacciarsi per sinistroidi pur essendo palesemente democristiani o centristi? La visione attuale della politica è molto semplificata. Estrema sinistra. Penso che in questo momento un personaggio, che fa ormai politica da anni, e che accetta una carica di garante istituzionale come quella di presidente del Senato, non può essere definita di Sinistra. Niente meno che di estrema sinistra. A questo punto mi piacerebbe ascoltare una definizione che la mia amica darebbe a tutte quelle realtà extraparlamentari e correntoni vari. Il PDS era di sinistra. Poi è diventato lo zombie acchiappavoti stereotipato dalla prima reppublica. Berlinguer era di sinistra.

L'estrema sinistra è un'altra cosa. Oggi giorno estrema sinistra è sinonimo di scelta, di opzione, di ulteriore strada contro quella del tunnel di scelte obbligate che l'attuale sistema elettorale ci propina. È triste essere tacciati di estrema sinistra per quello che scrivo. Non me la prendo certo con questa mia amica, anzi rinnovo il mio affetto nei sui confronti, e nella sua schiettezza di pensiero. Ma una persona che scrive qualche pensiero ed esprime qualche idea quasi di sinistra in un blog non DEVE essere tacciata di estrema sinistra. Non merita un complimento di questo tipo.

Sempre breve

cento | 23 Novembre, 2007 09:07

 

...è sempre stato cosi, non ci sono bandiere, da una parte la gente e dall' altra il potere
..ed e ancora così, con le sue nuove frontiere, da una parte la gente e dall' altra il potere..

Orizzonte certo

cento | 22 Novembre, 2007 19:31

L'orizzontalità è un bene. Fino a quando non termina la notte e ci svegliamo, scoprendo una dura realtà dove le scelte vanno prese da chi si addossa anche le relative conseguenze. La sottile linea di demarcazione tra chi vuole e chi fa è una di quelle invisibili componenti di un murales che urla libertà di scelta sulla strada della rivoluzione intellettuale. Rappresentare non significa avere potere, ma onere. Tu parli a nomi di qualcun'altro. Devi indicare la via maestra del pensiero di una pluralità di individui che hanno visto in te il giusto modo per unificare i diversi pensieri che animano la visione del mondo, del sistema, dell'ambiente. A questo punto la scelta ricade su di te. Ti senti disponibile a farti carico di una necessità comune di dar voce a idee che non ricalcano nessuno schema prefissato?

Paura, terrore e raccapriccio. Mai orgoglio. Fondamentale per sovvertire la logica del pluralismo fittizio che muove la mano autolesionista dell'individuo rappresentato. Non esiste mai una verità globale, o una generale visione della giustizia. Ma esiste il reato di opinione, a cui la rappresentanza attinge a piene mani per diventare un delinquente della libertà di espressione. Non bisogna dimenticare che in fondo qualcuno il lavoro sporco lo deve pur fare. Preferisco incolparmi. DEVI preferire questo. Poichè altrimenti rimarrai sempre in un limbo di insoddisfazione personale misto a incazzatura. Armati di pazienza e buona volontà, e inizia a rappresentare te stesso. Perchè di riflesso la tua persona non è molto diversa dalla sensazione di giustizia sociale. E non aver paura di ciò.

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