Varie ed eventuali per accontentarLa. :-)
cento | 10 Dicembre, 2007 22:52
La casa è un diritto fondamentale. Non ci sono giri di parole o mezze misure per esprimere questo concetto. Non esisterà giustizia fino a quando esisterà gente senza una casa. Qualcuno dice che viviamo in un paese civile. Una civiltà che permette a studenti universitari con reddito minimo di non poter proseguire gli studi, o di rallentarli fortemente causa lavoro, non è una civiltà. Studenti che non possono studiare per colpa dell' impossibilità di trovare un appartamento dove poter dormire quelle notti che intervallano le lunghe sessioni di studio che dividono l' ignorante senza futuro dal giovane che un futuro, forse , potrà averlo. Nonostante non faccia parte di dinastie o grandi proprietari immobiliari, l'unica carta che un ragazzo può giocarsi nella vita è quella di studiare. Il diritto allo studio è un bene FONDAMENTALE, e con esso anche la casa. Trovarsi a non poter permettersi l'università perchè costretti a pagare affitti esorbitanti, o perchè dopo giornate intere a telefonare in giro non si riesce a trovare un cazzo di cristiano che voglia farti un contratto regolare di locazione... è ASSOLUTAMENTE INDECENTE. Noi viviamo nel paese dei reality, del NoLogo ma di marca, delle inutilità. E i figli di questo paese devono dormire in scantinati, o in stanze minuscole, e mangiare pane e formaggio per poter avere a fine mese il denaro per pagare un affitto in nero che elimina ogni diritto dell' inquilino. In questo paese di credito al consumo la gente non può vivere perchè non ha i soldi per dormire. È INDECENTE. Mi fa schifo tutto questo, mi fa schifo questo paese di merda, mi fa schifo questa nazione di merda. Anzi questa non è una nazione. Nazione è quello che Adam Smith descriveva in quella sua merda di libro capitalista ed egoista in cui il Welfare State era un concetto inesistente. Questa non è neanche quella nazione. Questa, la nostra Italia, è una discarica di merda. Un immondezzaio a cielo aperto. Un agglomerato di rifiuti il cui tanfo viene sentito da tutti, in europa. Qui gli studenti si devono AMMAZZARE per poter studiare. Questo non è progresso, ma regresso storico. Noi non andiamo avanti. Noi ci avviciniamo solo ad un baratro. ITALIANI SIETE DELLE MERDACCE INUMANE, perchè non reagite. Perchè pensate alla vostra convenienza personale. Perchè non avete spirito sociale, non sapete comportarvi, non sapete che significa vivere con gli altri. Siete un popolo di dinosauri destinato a sopperire per permettere al resto del mondo di poter vivere meglio. E io sto finendo nel baratro con voi, mi FATE SCHIFO.

La casa. Fa quasi ridere dover parlare della casa, nel 2007. Gli studenti non hanno casa, o se ce l'hanno vivono senza diritti in mano a gente che lascia il suo pesante culo sulla sedia e aspetta il suono del campanello il 28 di ogni mese. Quelle migliaia di euro, che arrivano dalle mani di quei poveri ragazzi, e dei loro genitori che si SPACCANO IL CULO ogni giorno per dare loro qualcosa... quei soldi che ricevete dovrete sputarli TUTTI. Dovrete cacarli centesimo per centesimo, con tanto di bruciori di culo. Sporchi maledetti proprietari di case. Affittate e fate la mafia. I VERI MAFIOSI SIETE VOI che non regolarizzate. Che non rispettate che leggi. Che alimentate un sistema corrotto. Che vi arricchite sulle spalle della povera gente. Di chi è VERAMENTE povera gente. Ne ammazzate più voi che qualunque Via Fani. Siete la vergogna della razza umana e di una civiltà che per sopravvivere dovrebbe guardare oltre il proprio ombellico.
Vorrei smetterla, azzittirmi. Ma non ce la faccio. Da un lato gente che lavora 15 ore al giorno e fa sacrifici per poter dare 200 euro al mese al proprio figlio. E mandarlo a studiare, per non fargli fare la loro fine. Per dargli un cazzo di futuro. Un futuro in questo sistema di merda, egoista, capitalista... IMPERIALISTA. Dall' altro lato questa gente inutile per la società. Non creano servizi, non miglirano la vita di nessuno. Sono delle sanguisughe sociali che corrodono il legno universitario come tarle inferocite. Non producono, non offrono nessun servizio. Non sono degni di essere. Voi, proprio voi che lucrate sui poveri, sugli ultimi.. ripeto... FATE SCHIFO. VERGOGNATEVI. Avete tra le mani il potere più grande che esista, il diritto ad una casa. Lo avete voi perchè proprietari magari ereditieri. Perchè i vostri genitori hanno lucrato nel dopoguerra sulle spalle della povera gente ed hanno approfittato dei morti e della distruzione per ereggere case e quartieri a poco prezzo. Voi che avete acquistato case a 90 milioni di lire e volete rivenderle a 200mila euro. Proprio voi. Siete degli ebrei. Siete dei negri. Siete dei bastardi. E invece non siete nulla di tutto questo. Perchè voi non siete, come ebrei, negri o bastardi, una razza perseguitata ingiustamente. E accusata dalla storia per crimini mai compiuti. Voi non siete così. La storia non vi perdonerà mai, perchè nel buco fiscale che create lo Stato ci rimette. E con esso tutti quelli che pagano le tasse per farvi fare la bella vita. Voi siete il nulla mischiato col niente, fate pena, siete un disonore. Non dovete però morire. Dovete invece vivere. E aspettare che i vostri figli si sveglino, vi guardino in faccia, capiscano, e vi sputino addosso.
Fate schifo.
cento | 09 Dicembre, 2007 22:05
La vita è un gran bel viaggio, ricco di avventure e difficoltà. Vorrei sempre tenerlo a mente, ogni giorno, in ogni momento. Quando parlo con qualcuno vorrei ricordare quanto sia importante ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo. In questo viaggio possiamo vedere fantastici paesaggi. Paesaggi romantici, profondi, pieni di colore. Paesaggi naturali, o creati dall' uomo, o ancor meglio mai immaginati. La fantasia non riesce a percepire quanto profonde siano le ambientazioni che vediamo che che ci accompagnano come una struggente colonna sonora delle nostre azioni. Cerco di soffermarmi su questa musica, che non può essere definita solo sottofondo. Essa ti culla, ti spiega i passi importanti da compiere, ti nutre di certezze che il nostro impaurito animo cerca di evitare. Insieme ai paesaggi incontriamo la gente. Le paure, le speranze, e le gioie, riassunte in pochi semplici sorrisi. In strette di mano e sguardi complici che tra due esseri umani possono descrivere una sensazione che numerosi libri riescono solo ad accennare. L'universo in una semplice parola, il profondo dell' animo anche in un semplice sconosciuto, che è tale solo perchè fino a quel momento abbiamo avuto paura di capire, di osservare.
In questo viaggio di vita quindi oltre alla musica ci dovremmo accorgere di questi attori che recitano senza copione e senza telecamere solo per dar vita ad una trama, ad una storyboard, che possiamo poi utilizzare a nostro consumo consapevoli che sarà tanto utile al nostro spirito quanto acqua fresca per una pianta. Piano, leggero, silenzioso. Con queste parole posso descrivere quell' enorme esplosione che ogni minuto tutto ciò ci regala, in un bingbang di stelle e colori che dinanzi ai nostri occhi si prospetta come quello che sarà il futuro prossimo. Ormai passato. E che lascia il tempo a nuovo tempo. Il viaggio continua, e lo fa attraverso mondi lontani che pur rimanendo lì, fissi nel nostro cuore, raggiungono dimensioni e flussi che solo l'istinto ci permette di sfruttare, quanto nessun pensiero riesce a raggiungere. Immaginare un universo è assai più semplice di quanto possa essere il capire la gratificazione che possiamo ricevere da questo percorso di esistenza che, proprio come un viaggio, ci rende liberi di scegliere.. chi vogliamo diventare.
Esistiamo.
cento | 08 Dicembre, 2007 22:11
In questi giorni a S. Lorenzo (quartiere di Roma) hanno chiamato i writers per risistemare i murales. Ci sono andato per parlare un po con loro, e fare qualche foto. Belli i disegni, probabilmente anzi sicuramente hanno più significato di quello che un comune mortale come me possa percepire. I disegni son fatti davvero bene, hanno un grande talento questi ragazzi.
In passato scrissi, in altri contesti, la mia personale visione di arte. Per l' occasione ripropongo quei miei pensieri.
"L'idea nasce una notte. Una di quelle in cui i pensieri decidono che non è ora di dormire. Non ancora. Ed ecco che iniziano a trasportare immagini e ricordi che magari credevi poco importanti o forse dimenticati. In una situazione simile ho provato a capire perchè, nonostante studi ingegneria, nonostante sia appassionato di informatica, di musica house, nonostante tutto, mi senti un artista. Sinceramente me lo son chiesto davvero tante volte, e son sempre arrivato alla conclusione che probabilmente la mia piu che una sensazione, è semplicemente una cazzata. Una di quelle convinzioni nate magari dai nostri perenni desideri di essere ciò che vogliamo, ignorando le nostre reali possibilità. Ma stavolta era diverso, perche pensavo a chi, come me, sembra tutto tranne che un artista. Quegli amici miei, quelli che si barcamenano nella vita provando a darne un senso. Profondo, intendo. È a quel punto che nuove congetture son emerse, nuove visioni di questa mia prematura e perdura convinzione che mi accompagna da anni. Forse sbagliavo nell'adattare la mia persona a quella che è la definizione di artista, probabilmente invece dovrei riconsiderare questa parola in base alla persona a cui la sto attribuendo. Io ho sempre cercato, nella vita, di compensare con lo studio e l'applicazione ciò che la natura mi ha negato. Certo, mai potrei iniziare a cantare, o a disegnare, o a risolvere problemi matematici senza perderci ore. Però forse l'arte è proprio in questo: il riconoscere i propri limiti , e sforzarsi di inserire parte di se stessi in ogni cosa che facciamo. È artista , ma davvero artista, per me, il ragazzo che nella sua stanza prova nuove e dolci melodie con la sua chitarra. Melodie utili ad appagare il suo desiderio di "dimostrarsi". Perchè magari crede di non poter andare oltre. È arte il piccolo elettronico della casa, quello che ripara ogni presa di corrente, o che sistematicamente smonta qualunque cosa smetta di funzionare. È arte chi, ignorando i luoghi comuni, corre fuori al balcone di casa per fare bolle di sapone e vederne la bellezza, provando ad immaginare chissa quali fantastiche storie in quella sfera celeste che va via, insieme al nervosismo di tutti i giorni. Magari per vedersi, in quella melodia, in quel circuito, in quella bolla di sapone, diverso. Forse capace di dare un valore maggiore a quella cosa, più del valore che "la massa" vuole dare. Essere dei critici d'arte quindi, rapportando l'arte a ciò che si fa. Perchè quando fai una cosa che ti piace, stai creando. Forse non crei una nuova canzone, non ripari la radio o non salvi vite umane con del sapone, ma sicuramente crei felicità. Per te stesso e per chi ti conosce. Arte quindi come creazione, come iniezione di se stessi anche nella cosa piu stupida, piu inutile o piu intima. È quindi questo il motivo che mi spinge a dire che probabilmente,se siamo cosi bravi a iniettare noi stessi in quello che facciamo, siamo degli artisti. Perche l'arte è il vivere la vita come un quadro, riuscendo a vedere il meglio anche nelle piccole sfumature, sfuggite all'occhio critico dei nostri predecessori. È questo che mi porta a fare un doveroso ringraziamento a tutte le persone che conosco che , in un modo o nell'altro, hanno saputo riempirmi il cuore della loro arte, del loro essere, della loro visione di una vita le cui mille facce la rendono impossibile da identificare univocamente e senza errori. Grazie, miei artisti. Se mi considero un artista, è solo grazie a voi."
Spesso mi capita di rileggere vecchi pensieri, è forse anche il motivo per cui aggiorno questo noblog. Per potermi rileggere in seguito, e confrontare continuamente le mie idee. Il confronto è un buon strumento per crescere. Anche se fatto in questo modo. Sicuramente meno che fatto con altro :-P
cento | 07 Dicembre, 2007 12:11
Quando fu inventato l'ascensore, tutti dissero che era una fantastica banale idea, poichè effettivamente offriva un servizio molto semplice. Però a nessuno venne in mente prima. Esistono delle invenzioni, a volte, che rivoluzionano in modo più o meno forte il nostro modo di vivere. Queste invenzioni, o idee, spesso hanno una semplicità disarmante tale che tutti si stupiscono del perchè non siano state pensate prima. Ci sono casi, poi, in cui la genialata non è nell' aver inventato una cosa nuova, ma nell'utilizzare uno strumento che magari abbiamo avuto sotto il naso per molto tempo al fine di soddisfare un bisogno che altrimenti sarebbe rimasto lì, in un angolo, ad aspettare la luce della ribalta.
Ultimamente mi sono imbattuto in questo link.
Sostanzialmente è una mappa di Milano con tutte le prostitute che vi circolano abitualmente. Per ognuna di esse è redatta una piccola scheda con le prestazioni fornite ( Esempio: WoW = donna che va con altre donne, rai2 = secondo canale ) e i commenti dei clienti. Lo scopo principale di questa "community" è scambiare opinioni ed evitare fregature o consigliare le signorine più disponibili. Dopo i primi minuti di shock, dato dalla scoperta di una cosa del genere, son rimasto piacevolmente colpito. Non voglio assolutamente parlare della questione morale legata alla tipologia delle ragazze recensite, ma mi soffermo sul fatto che effettivamente per secoli nessuno ha mai potuto scambiare opinioni sulle prestazioni delle lavoratrici più antiche del mondo. Grazie ad internet questo è reso possibile. In uno stato ancora largamente non-laico, dove le donne son costrette a lavorare con mille pericolosi per la salute e spesso anche sotto minaccia di aguzzini, gli italiani (come loro solito) hanno trovato un modo ingegnoso per sfruttare la rete e scambiarsi opinioni in libertà. Sarebbe bello ora che le ragazze indicassero sullo stesso sito in modo del tutto anonimo la loro situazione: chi le controlla, se hanno problemi di salute, se devono denunciare qualche maltrattamento. La logica di fondo è che esistono nuovi strumenti per creare nuovi servizi. Lo scopo è che tali strumenti possono avere sia un risvolto utilitaristico (e perchè no, anche simpatico) che pratico. Tutto sta nell'agevolare chi non ha i mezzi per usare tali strumenti.
Internet libera. Libera Internet!
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