Chiuso per protesta
cento | 22 Dicembre, 2007 21:16
Visto che qualcuno mi ha dato dell'ipocrita e del materialista solo perchè "non credo alla magia del natale", mi limito a chiudere il blog per qualche giorno e riaprirlo quando questa mania di buonismo finirà (generalmente intorno al 27).
PS: saluto la persona che lo ha detto
Wonderful life
cento | 21 Dicembre, 2007 11:49
L'inizio e la fine. Non siamo all' inizio. Se in ogni ruga si potesse vedere un ricordo, un insegnamento, non avremmo bisogno di così tanti libri ci basterebbero i nonni. L' esplosione di emozioni che realizza in noi una festa in cui il cuore è invitato speciale ci rende diversi da una bottiglia di plastica. Anzi, ci rende meno di plastica. E in questo senso ci fermiano ad osservere le foto che emanano un cattivo odore di gioventù. Non parlo solo di non vecchiaia. Anche ieri era gioventù. Decidere di afferrare questo scorrimento di tempo e impossessarsene è cosa difficile se non impossibile, soprattutto quando siamo indecisi sull'utilità di farlo. Ma da qualche parte dobbiamo pure iniziare, ed è il motivo per cui ti ostini a leggere un blog di pensieri. Cercare il pensiero significa anche confrontarlo con quello degli altri e capire se quel fottuto universo che ti gira dentro sia uno scherzo di natura o semplicemente facente parte dell' infinito nero in cui tutti viviamo. Il bambino diventa uomo il più delle volte. È l'uomo che non rimane mai bambino, tranne se ha una qualche forma di malattia mentale. Il regalo che la natura ha fatto agli uomini per renderli liberi dalla saggezza. Ma come ogni regalo inaspettato, ha un aspetto non trascurabilmente triste: i parenti del ricevente non ne capiscono la fortuna e sono tristi. Malattia è essere impossibilitati dal vivere la vita, e dal definirsi in vita. La tristezza è una malattia che accompagna i non malati. Per questo motivo il giovane adulto non insegna a vivere all'adulto ancora giovane. Se tutti potessimo apprezzare lo scorrimento del tempo, saremmo irrimediabilmente pessimisti.
Le metropoli delle emozioni
cento | 20 Dicembre, 2007 20:14
Sono sempre stato affascinato dalle grandi città. Quella immensa distesa di gente che vive quasi in simbiosi gli uni dagli altri. Ho sempre immaginato il mio futuro in una grossa metropoli, dove poter riversare i miei interessi e le mie ambizioni come se gettassi una bella secchiata d'acqua a terra su un grosso pavimento, talmente esteso da trasportare quest'acqua ovunque nella stanza e non creare un effetto piscina che in una piccola città significa contenere se stessi ed il proprio modo di essere. Adeguarsi alle pareti di un paese mi ha sempre frustrato. Ma penso che i due elementi essenziali di una grande città, difficilmente trovabili o di ardua realizzazione, siano musica e politica.
Nelle grandi città questi pilastri di una buona crescita intellettuale sono molto più accessibili e diretti. Vengono generalmente distribuiti a ventaglio sulla popolazione attenta e recettiva. Quando parlo di musica mi riferisco a quel gusto musicale e quella diffusione del culto del suono che spesso nelle piccole città risulta inesistente. Viaggiando e vivendo in diversi paesi ho scoperto un amore per la musica e per l'ascolto che in adolescenza non avrei mai immaginato. I locali con gruppi dal vivo, i suoni nelle strade, i musicisti che in età pensionabile continuano a studiare il proprio stumento... son elementi che nella piccola città vengono svalutati o azzittiti. La musica è una grande accompagnatrice nei momenti di vita vera, quando si lavora, si scopa, si lotta. La musica è venerata, nelle grandi città. È prodotta. È sognata. È suonata. Tornare in un paesino significa privarsi di quei momenti danzanti che allenano il corpo alle prove peggiori. Significa privare la mente di melodie e suoni che fanno da colonna sonora ad un passaggio di anni avido di risorse e terribilmente egoista. La grande città insomma insegna ad amare qualcosa di immateriale, e probabilmente di cui non possiamo fare a meno. Il secondo elemento portante a cui mi riferisco è la politica. Il senso sociale e politico delle cose è quasi invisibile nei paesini. La cultura non arriva solo dai libri, ma dallo stare con altra gente, dall'ascoltare i discorsi e dal partecipare alle discussioni. Stare insieme. Perchè un senso civico ragguardevole lo si raggiunge imparando a stare con gli altri ed a scrollarci dalle spalle quel macigno di stereotipi su amicizia/amore/vita che la tv spazzatura ci addestra a portare. Quel macigno va rotto, buttato a terra, calpestato, e poi infangato. Perché vivere tra la gente è la migliore scuola, nonché l'unica degna di essere menzionata. La politica nelle città è viva. È reale. È utile. Perché mostra un concetto fondamentale: esistono delle strade e dei binari alternativi. Noi siamo dei treni che viaggiano tra le stazioni della storia, e non esiste capostazione che può imporci i binari da prendere o le fermate da fare. NON ESISTE! Non bisogna credere a quello che vogliono. Nella politica, nello stare insieme, esiste un fondamento di umanità che rende sovrano il popolo oppresso, e libera i polsi del pensiero incatenati dalle ideologie che, come una celerina, spera di piegarci e di spezzarzi. Siamo libero, e se qualcuno ci chiede un pezzo della nostra liberà può essere definito un demonio. La mia anima e la mia libertà non hanno prezzo e valgono più della mia stessa vita.
Together
cento | 19 Dicembre, 2007 09:18
Oh yeah we're back now, oh!
More bad news on the radio
Planet Earth she's about to explode, yeah.
The stars have lost their shine today. They have all been blown away, together, only hope can be away. Let me hear you say. One day, we'll be together; we'll never be apart, one heart, one mind yeah
,one day we'll be together; remeber this old world is yours and mine. See that man with a pen and gun ?
Says its over for everyone (oh no). No I don't believe it's true but, I guess its up to me and you. Together, we will find a way through.
I believe in you
...
One day, we'll be together we'll never be apart, one heart, one mind yeah, one day we'll be together remeber this old world is yours and mine (yeah)...