cento

Varie ed eventuali per accontentarLa. :-)

Ammazzarne uno per informarne 5 milioni

cento | 29 Novembre, 2007 20:24

Spesso la politica riesce a distrarci tanto da illuderci. Dire spesso sarebbe un eufemismo, se si andasse a vedere la quantità incredibile di stranezze che il parlamento è capace di produrre. Dopo anni scopriamo che il polo delle libertà era un ectoplasma. Lo stesso polo che voleva dare spallate  a destra e a manca, e che pubblicizzava 5 anni di governo scandaloso come 5 anni di libertà. Scopriamo che per anni quelle fantastiche tavole rotonde tra i cavalieri silvio, gianfranco, pierferdinando e umberto erano solo trovate pubblicitarie degne del miglior burattinaio mediatico che abbiamo in europa. Sono emersi programmi di governo diversi, insieme alle idee fondamentali. Non ho dimenticato la devolution leghista votata da Fini (mi è sempre parsa come una cosa davvero assurda, più dela legge stessa). Non ho mai capito come i fautori delle più urlate politiche di legalità come i verdi oltrepadani potessero accettare il calendario di leggi fatte dal nano più famoso della tv. Colui che, a detta sua, non ne ha sbagliato uno, di colpo. Tutti centrati. Si, tutti centrati , i suoi oppositori. O ex. Qualcuno è stato ammazzato.



Capire la politica oggi significa illudersi di risolvere un sistema di equazioni con infinite soluzioni. Le dinamiche di potere e di interesse che legano partiti e personaggi rasenta il ridicolo. Se ci facessero un film sarebbe irreale, e sicuramente poco apprezzato dalla gente che ama le fiction veritiere. La verità più falsa della fantasia. Incredibilmente  italiano.
Fini sta sparando a zero sulle sue vecchie alleanze, Casini risponde finalmente ai suoi elettori accusando Berlusconi per le mancate riforme: "Eravamo troppo impegnati a fare i suoi interessi" ha detto. Come dargli torto? Lo ha tenuto quasi nascosto per anni. Ma quando la mano che ti sfama smette di passarti il pane, è sensazione umana quella di incazzarsi. E di sputare nel piatto dove si è mangiato. Una volta un conoscente ex democristiano, parlando dei consigli comunali del mio paese, mi disse "I politici sono carne da macello in questo paese". Mi chiedo come mai la sensazione sia che la carne da macello sia proprio la popolazione. Anzi, il popolo, se vogliamo usare antichi termini che però rispecchiano fedelmente la verità. Ti ritrovi poi, la sera, a sentir parlare insulsi parlamentari su Rai2 di 68 e di rivoluzione universitaria, dando la colpa a quel periodo di risveglio sociale per tutto il male degli ultimi quarant' anni. Dover cambiare canale perchè impossibilitato a sopportare ancora quelle parole è un insulto a me come cittadino e come essere pensante. Ascoltare teorie che parlano di valori persi, di culto della violenza, e di mancanza di rispetto per la famiglia, associati a ciò che gli storici hanno definito il più importante movimento innovativo sociale del secolo scorso, mi fa scorrere un brivido lungo tutta la schiena. Con questo sottofondo di stronzate son costretto a dormire, sperando di sognare nuovamente Mastella. Almeno lui ha coscienza di quanto sia odiato.

Violenza giornaliera

cento | 28 Novembre, 2007 21:01

Non ci fermiamo molto spesso a guardarci attorno. Cioè, calma, quello che ci circonda lo conosciamo bene. Ogni giorno quando scendiamo da casa e andiamo a lavoro/università/cazzeggio/donne sappiamo quali negozi ci sono nella nostra strada. Conosciamo i nomi delle vie. Ricordiamo i volti del fruttivendolo, del giornalaio, della vicina di casa con i suoi 200 anni suonati. Ricordiamo. Ma non li osserviamo. Oltre loro sulla strada che ci porta  a destinazione vediamo numerosi volti, ognuno dei quali appartenenti ad uno strato diverso di società. Ci chiediamo quanto costino i prodotti nelle vetrine, ma non ci chiediamo mai quanto costi la vita degli altri. Quanto lavoro facciano, o se lo fanno. Noi li guardiamo ogni giorno, magari i loro occhi riescono a rubare un angolino nei nostri pensieri, inondati di sciocchezze e assorta da dubbi e questioni pressappoco superficiali. Relativamente al resto.

Il resto è quel piccolo viola che taglia la bianca vita che conduciamo. Qualcuno si sforza enormemente di dare un colpo di colore. Qualcuno non lo fa. Ma tutto rimane bianco, dannatamente. Quel viola è un pugno in un occhio. Non perchè sia un colore strano. Ma perchè non è bianco. Il bianco è come una coperta che si appoggia sui nostri pensieri e sulla nostra coscienza, lasciando rimbalzare la luce, e il viola. E non solo quello.


Ogni giorno, andando a lavoro/università/cazzeggio/donne, attraversiamo le strade di un incredibile film romantico, dai tratti malinconici, a cui rispondiamo con un ironico sorriso utile solo a prenderci in giro. Siamo tanti Silvio Orlando. Ci manca solo la vena artistica, e avremo completato ciò che di più caratteristico ci rappresenza: l' indifferenza.

Scoprire le donne (Vol.1)

cento | 27 Novembre, 2007 20:27

Immaginiamo una funzione:

Dove x sono le azioni che un uomo compie e y sono i risultati in una scala di compiacimento femminile. Un esempio può essere l' uscire con gli amici, organizzare una festa, mandare un mazzo di rose, rispondere affermativamente ad una domanda, fare un favore. Una qualunque azione che un individuo può compiere con una donna. Diciamo che x appartiene al dominio A, ovvero all' insieme delle cose che è possibile fare da persona fidanzata.

Se volessimo semplificare di molto, moltissimo, il ragionamento che ho in mente ora, potremmo dire che l'uomo può vivere tramite una funzione discreta, la donna necessita per sua natura di una funzione continua. Purtroppo la natura stessa del dominio A prevede che la funzione si appresti molto meglio ad essere descritta in discreto. Ma come vedremo la magia delle donne è infinita, ben oltre la matematica (o perlomeno quella che noi mortali conosciamo).

Tornando a noi, spesso la donna vuole che la funzioni sia definita in un determinato x, e sin qui nulla di nuovo: vuole che noi facciamo quella cosa in quel momento, col tempismo ovviamente perfetto. Il vero problema nasce in fase di interpolazione. L' interpolazione è quel procedimento che, in sostanza, rende continua la funzione discreta "unendo i puntini" ovvero le f(x) per ogni x. Perchè parlare di interpolazione con una donna? Perchè alla donna non basta che tu compia determiante azioni, ma vuole anche avere il controllo/conoscenza su quello che combini tra una azione e l'altra.

 
Ora, per sua stessa natura, l' interpolazione realizza una funzione contuinua in un mondo, quello reale, fatto di azioni palesemente discontinue e ben definite l' una dall' altra. La cosa incredibile è proprio questa: il desiderio della donna di invertire le leggi di natura cercado di conoscere tutto ciò che noi facciamo, e anche che noi pensiamo (rappresentabile come un insieme immaginario di elementi non descrivibili). La soluzione, come qualcuno propone, è quella di individuare la tecnica di interpolazione e anticiparla. La soluzione coincide col problema poichè:

1) ci son donne e donne. C'è chi interpola linearmente ( la neo fidanzata), mantenendo un margine di errore alto ma limitando il numero di f(x-d) richiesto, con x-d valori nello spazio continuo di interpolazione. C' è la neo moglie, che effettua una interpolazione cubica, aumentanto esponenzialmente il numero di cazzi nostri di cui vuole venire a conoscenza, andando dunque a pensare anche cose che noi non avremmo avuto tempo-voglia-possibilità di fare quel determinato giorno!! I matematici e gli ingegneri che leggono e che hanno presente la forma di una interpolazione cubica son sicuro staranno capendo.

Esiste anche il genere "spline", che fa friggere il cervello per poter conoscere esattamente la funzione posizione descritta sopra, ma come è ovvio che sia la quantità di calcoli da lei fatta si ripercuote sulla nostra tranquillità e sul tempo che possiamo dedicare a noi stessi e alla cara playstation.

2) non conosciamo l' intervallo in cui la funzione viene interpolata. Per qualcuna basta sapere tutto all' istante. Altre vorrebbero sapere tutto ciò che farai da qui al tempo t+infinito, altre addirittura richiedono la conoscenza semiapprossimata della funzione prima del punto T di fidanzamento, al fine di perseguitarti negli intervalli futuri. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che interpolare in un intervallo più grande non aumenta la precisione dell' interpolazione stessa: tutto dipende dal tipo di funzione discreta! Ovvero da noi poveri ometti!

3) anche conoscendo intervallo e tipo di interpolazione, mai e poi mai avremo la libertà. Questa tautologia è dimostrabile nel momento in cui si effettua una verifica con una funzione inversa: ciò che pensano loro non è mai ciò che noi vorremmo fare o il motivo per cui noi vorremmo agire. Questa identità matematica è immune anche alla donna, purtroppo è l' unica regola che ci va in quel posto.

Morale della favola: inutile che ci provi, caro uomo. La donna è riuscita a superare anche dio: ha sconfitto la matematica.

Sono sempre i milioni quelli che se ne vanno

cento | 26 Novembre, 2007 23:08

Ascoltare le parole di Emanuele di Savoia a "Porta a Porta" mi mette i brividi. Vuole vendere agli italiani e agli spettatori di questa insulsa trasmissione l'idea che l' Italia dovrebbe ringraziarli, ringraziare la monarchia, per chissà cosa. Chi lasciò gli italiani in mano ai militari? È una cosa assurda, continua a dire che la colpa della scalata del fascismo è solo del parlamento.

Io non voglio esagerare, ma non riesco neanche a ridere. Vedo questo uomo, che non ha vissuto uno stracazzo di niente, che ha una vaga e soggettiva visione della storia di Italia, magari raccontata da quel vigliacco del nonno. Chi viene invitato in studio? Boselli. Dovrebbe alzarsi e prenderlo a schiaffi, cacciandolo dal buco reale da cui è uscito; e invece chiacchiera. In questa Italia ormai le regole e la costituzione sono un optional. E invitare Francesco "vecchiaia galoppante, neurone altalenante" Cossiga non alza certo il livello delle discussioni. Ma per favore. Qualcuno gli dica che loro possono toccare il nostro suolo solo per nostra gentile concessione. Qualcuno gli ricordi che devono ringraziarci ogni santo giorno. Tante storie per extracomunitari che vogliono solo entrare nel nostro tessuto sociale. E nessuno fa nulla per questa famiglia che chiede soldi. Si. Milioni di euro di risarcimento per chissa quale danno. Ok, diamoglieli. Però poi conteggiamo tutte le vittime della guerra e del ventennio. E chiediamo milioni PER OGNI ANIMA che ha subito le loro scelte. Vediamo se vendendo le loro stupende casette riescono a pagare. E a ripagare il dolore, la tristezza, la morte, che hanno contibuito a creare.

autistici.org
 
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